Partizansko e dintorni

Oggi la classica uscita del sabato mattina ci ha portato nei dintorni di Sezana sul sentiero Partizansko. “Li avevo un KOM che mi è stato portato via da poco”: La frase di esordio di Dean faceva presagire che il ritmo sarebbe stato tutt’altro che blando!

Breve ispezione al laghetto, insolitamente deserto e poi via in direzione Sezana. La carovana devia verso Monte dei Pini e inizia la prima salita. Dean e il Presidente trainano il gruppo a ritmo sostenuto ma i due nuovi arrivati (Iure e Max) tengono il passo. Mauri Indurain oggi è insolitamente sotto tono e infatti, dopo la salita, iniziano i primi sintomi di pessimismo cosmico: “basta… oggi no rivo. Giornada de merda…. Andè voi. Mi tornerò a casa…. “..etc.etc.

Il Presidente azzarda un “facciamo il sentiero 3 dei cogoli?”. Perché no…. mettiamo alla prova questi telai in carbonio! Questa volta Iure e il Presidente guidano la carovana in discesa. Ancora una volta Mauri è indietro: “el devi star proprio mal!”. Ma Dean deve riprendere il suo KOM e non guarda in faccia a nessuno: guerra xe guerra! Si va avanti.

La carovana neroverde si dirige a nord di Orlek e spunta a Sezana. Si arriva all’imbocco del segmento: “bon… qua comincia!”. Neanche il tempo di terminare il punto esclamativo che Dean sparisce in una nuvola di polvere.

Max, avendo udito la parola “segmento”, entra in modalità ignoranza e spinge sui pedali inseguendo a ruota Dean, detto “Quadzilla de Domio” e iniziando un duello per il secondo posto con il Presidente a colpi di pedivelle.

Iure tiene il passo. E Indurain? In lontananza si sentono delle bestemmie. “Eccolo. Sta sicuramente arrivando” – “No muli.. ogi xe malon. Che bale. Non xe giornada. Non xe gambe. Giorno de merda” etc. etc.

Si scende a Vrhovlje. Max, che ha il GPS in testa perennemente rotto, chiede: “Iure! Semo mai stadi qua?” – “No. Pedala e tasi”. Nel frattempo Dean sembra essersi perso. Inizia una prova di forza verbale tra lui e Mauri: “guarda che xe de qua!” – “Noooo. Te digo che xe de la” – “Ma no sa. Te se sbagli!” – “Te digo mi che xe de la”.

Nel frattempo il Presidente apre le scommesse su chi la spunterà nella diatriba verbale. Iure punta 10 euro su Indurain (e vince). Questa volta è Maurizio che guida la carovana da vero maschio alpha. “Secondo mi iera de la” – “Tasi Dean… pedala!”

“FERMI TUTTI!” – “Che succede?”. La carovana si blocca davanti a Iure. “Mi è venuta l’ispirazione per una foto artistica e romantica allo stesso tempo” – “Ma vvvacagheur!”.

Dean, evidentemente toccato nel suo animo romantico, si presta per la foto. “Bon. Gavè finido?” Sbotta Indurain, particolarmente fastidioso oggi. “Aspetta… riprendi dal basso… no.. un pò più a destra… aspetta. Ecco…. fanne un’altra. Un pò più su”. Indurain comincia ad armeggiare nella sua borraccia portattrezzi in cerca di oggetti contundenti da lancio.

“Ok… andemo avanti. Sarà buona la prima!”

I bigoli si snodano sotto le ruote grasse del gruppo nero-verde in un continuo mangia e bevi fino a Sezana e, vista la stanchezza generale, si prende la direzione del sentiero “ferrovia bassa” verso Merce.

E’ quasi mezzogiorno quando il gruppo deve prendere un’ardua decisione: “andiamo a bere un caffè a Kozina dalla nostro “amica” o andiamo verso Basovizza?” – La maggioranza propende per una birra Basovizza. Dean, a malincuore, deve accettare la realtà dei fatti e rinunciare temporaneamente al suo ruolo di maschio dominante. Si prende la direzione di Lokev…. in salita. Ormai ci siamo quasi.

Da Lokev si dipana un single track molto sfizioso verso Lipiza. Iure comincia a tirare. Gli altri colgono la sfida: le ruote tassellate rullano minacciose sul terreno e iniziano i primi sorpassi e le prime gomitate. Dean, ovviamente, brucia tutti e si porta davanti al gruppo. L’infido Iure inizia una volata dal fondo del gruppo. “OCIOOOOOO!” – Grida Mauri, cercando di avvertire il gruppo di testa della subdola mossa ruba-segmento del novellino. Dean, evidentemente colto alla sprovvista, attacca il turbo e apre le valvole delle vene sui quadricipiti femorali. Un affronto così non potrà essere perdonato facilmente… e infatti vince.

Finalmente si arriva a Basovizza ed è ora di gustarsi la meritata birra. Cogliamo l’occasione per una foto di gruppo a testimonianza che non solo Liviucci si concede la birra in premio a fine giro!

“Bon muli… xe tardi. Alla prossima”

Nel frattempo…. non lontano da Basovizza:

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