30° Cavalcata Carsica sul famigerato CAI3

3 dicembre 2017

La Cavalcata Carsica è l’appuntamento classico della prima domenica di dicembre. I presagi su quanti avessero deciso di partecipare quest’anno si percepivano già da più di un mese quando le varie attività settimanali su Strava iniziavano timidamente (prima) e insistentemente (dopo) a concentrarsi lungo le mulattiere del sentiero CAI numero 3.

Tra un KOM di qua e un PR di la, segmento dopo segmento già si capiva che Sergio Ticich, Raoul Boscarol, Roberto Schaffer, Erik Frandoli avrebbero tentato l’impresa. Livio Turitto, ormai veterano su questi “cogoli” non lasciava trapelare molto sulle sue intenzioni fino a  quando hanno cominciato a comparire troppe attività con titoli innocenti del tipo “Giro drio de casa”, “Giro con le mule”, “giro 3 a piedi” (il sentiero CAI 3 è soprannominato brevemente “tre”) tutte a ridosso della data fatidica della prima domenica di dicembre…e tutte sui perigliosi tratti del famigerato sentiero.

A loro si sono aggiunto sulla linea di partenza di questa fredda, anzi, freddissima mattinata di dicembre, anche Andrea Manzin, Emanuele Benedetti e Maurizio Curci.

Alle 8:00 precise è stato dato il via alla pseudo-gara. La partecipazione di questa manifestazione non si paga, non si firma e non ci si iscrive. Basta presentarsi all’ora giusta alla partenza, si da il nome e si parte. All’arrivo…chi arriva… ridà il nome (se il fiato lo permette) e viene segnato il suo tempo. Nessun premio se non l’onore di poter raccontare agli amici del bar di aver partecipato e finito la famigerata “Cavalcata Carsica sul Tre”.

Mezz’ora prima, alle 7:30, sono partiti i podisti che percorreranno lo stesso percorso dei ciclisti: 53km e 1300m di dislivello tra mulattiere, sentieri stretti e single track per lo più rocciosi, lungo tutto il confine tra Italia e Slovenia, salendo sul Cocusso, sul Monte dei Pini, l’Orsario, le pendici del Lanaro, il Monte Coste per giungere poi in cima al monte Ermada, luogo di nefasta memoria della Prima Guerra Mondiale, scendere verso Medeazza e raggiungere infine l’arrivo a Jamiano. Già arrivare in fondo con la bici (e le ossa) intere può dirsi un’impresa compiuta.

Daniele Iurissevich, Alessandro “Trivella” Abbrescia e Gianfranco Battistelli si sono spostati lungo il percorso per rubare qualche scatto agli atleti e…perché no…mettere in sicurezza il sentiero togliendo qualche albero di traverso…

…o preparando le traiettorie e le sponde giuste per l’arrivo a razzo di Liviucci!

All’incrocio con la strada di Gorjansko, Livio ha accumulato un ritardo di 30 minuti rispetto alla testa della corsa ma procede a buon ritmo su terreni che sono il suo pane quotidiano. Segue Raoul Boscarol che tiene un ottimo tempo.

Neanche il tempo di giungere con la macchina a Jamiano che Daniel Pozzecco e Miran Bole erano già arrivati a traguardo. Anzi… Daniel Pozzecco già vestito e pronto per tornare a casa, soddisfatto del suo primo posto con un tempo record di 3h01.

Segue Tomaz Cefuta febbricitante (non dall’eccitazione, ma dalla febbre influenzale!) che completa la rosa del Team Eppinger. Pertanto: primo Daniel Pozzecco in 3h01. Secondo Miran Bole in 3h08 e terzo Tomaz Cefuta in 3h16…terzo, lo ricordiamo, nonostante la febbre!

Il primo MBC a tagliare il traguardo è l’intramontabile Livio Turitto che ferma l’orologio a 3h45.

Segue Raoul Boscarol (3h57) che si accascia a terra dopo l’arrivo in preda ai crampi.

 

Sergio Ticich (4h08) migliora il suo miglior tempo dello scorso anno di 13 minuti.

Emanuele Benedetti giunge al traguardo in 4h22. Roberto Schaffer impiega 4h58. Erik Frandoli, con un tempo di 5:06, migliora di ben un’ora il suo tempo rispetto allo scorso anno dimostrando che le gare e le uscite di questa stagione 2017 hanno dato i loro frutti.

Andrea Manzin è dato per disperso. Sono tutt’ora in corso le ricerche del Soccorso Alpino anche se qualche testimone oculare giura di averlo visto deviare in qualche osmiza lungo il percorso della “via del Terrano” 😉

Ritirato, per certo invece, Maurizio Curci, assieme a molti altri: dei 65 ciclisti alla partenza solo 36 sono giunti a destinazione, a imperitura memoria che l’aggettivo “famigerato” ben si addice a questa pseudo-gara.

E dopo 3 ore e 45 passate sui cogoli del “tre”… tocca passarne altrettante in Bar Vatta a Opicina per festeggiare!

 

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