KrasKros bagnata…KrasKros infangata

Ore 8:30 di una domenica piovosa, anzi, piovosissima. Umidità al 100% e previsioni che non lasciano alcuna speranza in un miglioramento nella mattinata. In tanti avevano già annunciato forfait per la gara clou di inizio stagione ma comunque in tanti ci siamo presentati puntuali a Miren.

Siamo rimasti un’ora riparati sotto un paio di anonimi ombrelli in attesa che il primo azzardasse un bel “Bon muli.. andemo tutti a casa” mentre in lontananza giungeva il rumore del team Calcit per intero che rullava per scaldarsi con tanto di gazebo, rastrelliera portabici, team di massaggiatori e ragazze in tacco dodici a tenere gli ombrelli sponsorizzati.

Nel frattempo Maurizio Germani faceva vasche esplorative nel circondario e campagna intimidatoria per convincere più persone possibili a rinunciare a partire per guadagnare così una ipotetica posizione vantaggiosa nella classifica di categoria.

Siamo rimasti lì così, indecisi e bagnati, fino all’ultimo minuto: Dean è stato il primo a rinunciare per evitare l’aggravarsi di una bronchite non ancora guarita del tutto, e alla fine è stato anche l’unico perché tutti noi altri ci siamo avviati, un pò rassegnati, alla griglia di partenza: “Ma semo proprio sicuri? Ormai qua semo!”. Presenti e pronti alla partenza, in ordine alfabetico: Matteo ABBRESCIA (Trivellino), Alessandro BARTOLICH (The President), Peter CARLI (El Balonèr), Paolo DEMICHELE, Erik FRANDOLI (Puma), Maurizio GERMANI (L’intimidatore), Daniele IURISSEVICH (Iure), Massimiliano LOMBARDI (Max74), Massimo MINCA (El Minchia), Fulvio PITTAO, Michele SMILOVICH. (ndR per i soprannomi mancanti prenderemo subito seri provvedimenti).

Ore 10:00. Un branco di oche annuncia starnazzando il segnale di partenza mentre un addetto all’organizzazione impartisce le ultime raccomandazioni agli atleti. Si parte!

Merna (Miren) viene improvvisamente invasa da un nugolo di ciclisti in estasi agonistica che, nonostante la pioggia, si accinge a intraprendere la lunga salita di quasi 7km, dapprima su asfalto, poi sterrata, che porterà ad esaurire già metà degli 800m di dislivello totali del percorso da 40km.

Peter e Bartolich si portano subito davanti e manterranno la posizione fino a fine gara. Minca, dopo le prime salite, parte a capofitto in discesa noncurante delle pietre e del fango sparendo dalla vista a riprova che questo genere di terreno è a lui congeniale. Germani e Iure percorreranno gran parte della gara a pochi secondi l’uno dall’altro finché, dopo 24km, accade il fattaccio: Iure, come molti altri atleti, sbaglia percorso e finisce fuori traccia, perdendo 2km e svariati minuti di vantaggio accumulati.

Erik Puma riesce a fare di meglio: inseguendo un atleta autoproclamatosi “guida esperta del tracciato” va completamente fuori traccia, addirittura sconfina e calca nuovi sentieri inediti e inesplorati per inaugurare un percorso alternativo che amichevolmente chiameremo “KrasKros v2.0”. Un pò meno amichevole la raffica di epiteti di cui è stato coperto il sedicente atleta esperto opportunamente stalkerato e individuato su Strava a fine gara, perché il Puma non perdona.

Fortunatamente, nonostante il tempo inclemente e il fondo scivoloso, la gara si è svolta senza incidenti di sorta. Peter ha fermato il cronometro a 1:58:20 e, assieme a Bartolich in 1:59:10, sono gli unici MBC a scendere sotto le due ore. Seguono Minca (2:05:04) e Germani (2:07:36) che hanno mantenuto costanti la loro posizione reciproca. Iurissevich e Lombardi tagliano il traguardo quasi assieme in 2:22:01 e 2:22:23 rispettivamente. Seguono Matteo (2:25:09), Demichele (2:25:37), Smilovich (2:28:14), Pittao (2:30:20) e il Puma esploratore Erika Frandoli con 2:47:16.

A fine gara gli atleti non vedevano l’ora di togliersi il fango di dosso sfidando il freddo e usando le pompe del lavaggio bici per una doccia improvvisata, il tutto in preparazione della trasferta al vicino ristorante Cogoj per un pranzo ristoratore e ben meritato a base di Calamari, Ljubljanske e crepes con nutella e….marmellata. Si, avete letto bene: crepes alla marmellata, seppur dichiarate indegne e bandite dalla Corte dei Diritti Umani di Strasburgo, Iure azzarda l’ordine di una siffatta crepes per poi sbafarsi tre quarti della crepes alla nutella di Minca prima di accorgersi dell’errore.

Andrea e Max, non avendo ancora esaurito lo spirito agonistico della gara, si lanciano in una sfida a due all’ultimo sangue a suon di birre medie, grappe e Pelinkovac. “Bon che guida lui!” (Iure indica Max). Saldiamo il conto e ci separiamo per tornare ognuno alle proprie case…. tutti? Non proprio.

Andrea e Max decidono per uno spareggio in bar a Sistiana. Iure, purtroppo ostaggio in auto di Max è costretto suo malgrado a presenziare alla seconda manche della sfida tra i due epato-atleti che non daranno segno di cedimento.

Ore 18:30…. Casa Iure:

“DRIIIIIN” – “Pronto, qui casa Iure, chi parla?” – “Se vuoi rivedere vivo il tuo Iure, devi lasciare 100 mila euro in pezzi da 20 in una borsa nel bidone della spazzatura al kilometro 20 della costiera, OPPURE ci accontentiamo di una cassa di birre e quattro bottiglie di Pelinkovec nello stesso posto…. (dighe fredde le birre, e anche el limon per el pelinkovec)….. FREDDE, le birre…. E LIMONI, volemo anche i limoni” – “Ma chi parla? Pronto? Pronto??” – “click!”

 

Foto di Bogdan Čučič e Matej Pinosa:

Pos. Nome Tempo Pettorale
41 CARLI PETER 01:58:20 14
48 BARTOLICH ALESSANDRO 01:59:10 50
66 MINCA MASSIMO 02:05:04 227
76 GERMANI MAURIZIO 02:07:36 121
121 IURISSEVICH DANIELE 02:22:01 13
123 LOMBARDI MASSIMILIANO 02:22:23 129
140 ABBRESCIA MATTEO 02:25:09 20
143 DEMICHELE PAOLO 02:25:37 26
149 MANZIN ANDREA 02:27:55 57
151 SMILOVICH MICHELE 02:28:14 155
157 PITTAO FULVIO 02:30:20 58
182 FRANCOLI ERIK 02:47:16 225

Classifica completa qui

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