eXtravergine 2018

In un inizio di giugno che preannuncia già un’estate a venire decisamente molto calda, un gruppo di atleti MBC si è recato, anche quest’anno, a Dignano/Vodnjan per partecipare alla seconda edizione della eXtravergine MTB Marathon o come ama chiamarla Livio, la “Verginella”, organizzata dal Adrenalina Mountain Bike Team.

Ci troviamo in 10 all’appuntamento croato: Peter ansioso di migliorare il suo terzo posto dello scorso anno, Dean ansioso invece di tagliare nuovamente il traguardo in prima posizione assoluta assieme a Sandro “The Pres” Bartolich ansioso solo di partire in fretta visto il gran caldo, Daniele “Iure” e Max Lombardi freschi e rilassati dal soggiorno a Dignano iniziato già dal venerdì, Andrea Manzin impaziente più del dopo-gara che della gara in se, Mattia Gustin arrivato a petto nudo al ritrovo dopo una breve sessione di pompaggio dei pettorali ma seguito a vista dalla fidanzata in allerta-femmine e per finire, Paolo Demichele giunto in camper direttamente da Premantura, Gigi e Ciro che ha lasciato l’ignara famiglia in spiaggia inventando una scusa del tipo “vado un attimo a prendere una bibita al bar” con un sospetto borsone da bici in mano, pur di poter raggiungerci al campo gara.

Dean viene da subito investito dall’onere del numero 1 con conseguenti grandi aspettative perché da “grandi poteri derivano grandi responsabilità” [cit.]. Semmai c’era da chiedersi com’è che a Iure invece è stato dato il numero 2, visto che lì non ci sono nè poteri nè aspettative.

Partono i classici giri di riscaldamento: Iure e Max, da privilegiati con l’appartamento affittato in zona, portano in casa il pacco gara e ne approfittano per un veloce approvvigionamento di sali minerali sardi.

E’ quasi ora di recarsi alle griglie che, vista la temperatura equatoriale potrebbero tranquillamente scambiarsi in griglie da barbeque e noi, come dei Cevapcici in divisa, ci stiviamo in file parallele pronti per sgommare alla partenza: un minuto…..30 secondi…….10 secondi….. VIA!

Dean e Bartolich si portano subito d’arroganza nelle prime file a trainare la fiumana di 90 anime sui pedali dietro alla moto apripista. Il primo kilometro è di smistamento ma il testosterone non lo sa e iniziano già i primi sorpassi ignoranti per accaparrarsi l posti migliori in previsione del primo single track a sinistra.

E’ nei primi due kilometri che accade il fattaccio: Gigi prende una buca con la ruota anteriore e viene sbalzato in avanti oltre il manubrio: un “over the bar” quasi da manuale se non fosse che preferisce ammortizzare l’impatto di faccia piuttosto che di mani. Paolo assiste attonito alla caduta e si ferma a prestare il primo soccorso visto che Gigi non da segni di vita. Dopo un minuto in stato di premorte, Gigi si sveglia suggerendo dei curiosi numeri dall’1 al 90 che Paolo, saggiamente, andrà in seguito ad annotare per giocarli al Lotto. La gara di Gigi finisce qui, al punto di primo soccorso dell’organizzazione che gli fornisce ghiaccio per l’occhio vistosamente tumefatto.

Ma la gara continua: il percorso, come per lo scorso anno, prevede 47 kilometri di tracciato con due sole salitelle degne di nota ma per il resto quasi tutto mangia-bevi da neanche 300 metri di dislivello. Ma il vero zoccolo duro della gara è la temperatura di questa giornata di inizio giugno che ha portato la colonnina del termometro a quota 35 gradi, con un sole cocente a tempestare gli atleti su un percorso che non offriva grandi zone d’ombra.

Iure, a ruota di Max, dopo una 15ina di kilometri taglia la gomma posteriore su una delle innumerevoli rocce del percorso. Dopo due “vermi” di riparazione e due minuti persi, riprende la corsa ormai superato da Gustin, Ciro e Andrea mentre Dean, Peter e Bartolich sono lì davanti, nell’olimpo dei più forti a battersi per le prime posizioni assolute. Gigi è fuori dai giochi e Paolo deve recuperare la sosta crocerossino-salvagigi di prima.

Sulla prima vera salita del percorso, a poco meno di 20 kilometri dalla partenza, si ha la possibilità di tirare le somme sulle posizioni guadagnate o perse perché mentre il gruppo sale lungo il sentiero seminato di rocce semi nascoste nell’erba, dall’altra parte della rete c’è il gruppo di testa che scende a rotta di collo: Bartolich e Peter nelle prime posizioni, Dean pochi secondi dietro. Ahi ahi ahi… mi sa che quest’anno niente podio assoluto per il capitano, mentre Peter è in stato di gran forma e di grazia che lo porterà a conquistare il terzo posto assoluto e il secondo gradino della categoria dei giovinastri.

Bartolich, che corre perennemente col sorriso in modalità relax, si guadagna lo scalino più alto della categoria con abbondante margine: più di 5 minuti di distacco rispetto al secondo della sua stessa categoria dei “vecioni” over 45.

Gustin, zitto zitto, si porta a casa un terzo posto di categoria e conquista il podio facendo pose da bodybuilder col petto e le braccia unte d’olio (sempre sotto lo sguardo attento della fidanzata!).

Dean si ferma 4° di categoria, ai piedi del podio in 7a posizione assoluta: il numero 1 non gli ha portato fortuna…. ma a proposito di fortuna e di numeri… e Gigi? Qualche impacco di ghiaccio, una pacca di consolazione sulla spalla e un paio d’occhiali scuri che donano “carisma e sintomatico mistero” [cit.] ed è come nuovo.

Ciro, complice i capelli ricci, la location, la temperatura desertica e la terra rossa sulla faccia viene scambiato per un beduino vu-cumprà (o per un talebano dinamitardo) e scacciato in malo modo dalla barista al suo avvicinarsi al bancone: “Volevo solo birra per tutti!” – “Ja… ma solo Kune” – “Caz….. go lasado le Kune nei boxer de bagno in spiaggia!”

Interviene Manzin che, quando si parla di birre, è sempre pronto con la soluzione in mano.. soluzione che in questo caso si chiama “Bancomat”, ed è così che inizia il famigerato “dopogara extravergine 2018” ribattezzato poi da Dean in “1° BIBITHLON MBC DIGNANO 2018“.

Se prima i nostri atleti si sono dati da fare per tenere alto il buon nome della squadra in terra istriana, è nel bibithlon che hanno dato il loro meglio. Mentre gli organizzatori stavano sbaraccando tutto e ormai le altre squadre se n’erano già andate via, un gruppo di irriducibili in divisa nero-verde, stretti stretti sotto l’unico ombrellone rimasto, ha brindato a birre (prima) per poi passare a bevande di livello più alto con Bambus abbinato a vini via via di livello crescente. Gigi baratta la bottiglia di vino del premio di consolazione per la caduta con un rosè di produzione locale che finirà, inesorabilmente, in MisMas con la Fanta.

Poco distante da noi, dal tavolo degli organizzatori si leva distinta una parola conosciuta: “BAMBUS”. Inizia così un brindisi collettivo e un gemellaggio alcolico con i ragazzi dell’Adrenalina che ci regalano una bottiglia di vino mentre un ispirato Max non si fa cogliere impreparato e riesce a ritrarre artisticamente la foto poetica (ormai) rituale sotto lo sguardo compiaciuto della barista, convinta di essere la vera protagonista dello scatto.

Siamo alle battute finali della vera gara finale, quella nella quale Manzin sfodera le sue abilità migliori contro Max, altro degno avversario della categoria. Ma in questa occasione, i due sono tallonati a vista da tutti gli altri membri della squadra che non lasciano respiro ai due scalatori. Alla fine, tutti tagliano il traguardo assieme e si conquistano il meritato podio finale regalando alla stampa uno scatto fotografico pregno di serietà e compostezza, mentre la barista approfitta del momento di distrazione per chiudere anche l’ultimo ombrellone.

Il gruppo, di comune accordo, decide di concedere lo stesso alle due punte di diamante della squadra l’onore dello scatto singolo sul loro agognato podio.

Capiamo che è ora di andare quando la ragazza del bar ci offre le chiavi chiedendoci se volevamo chiudere noi. E’ tempo di levare le tende. Max e Iure devono svuotare l’appartamento e stivare 5 persone, due bici e il bagaglio “minimo indispensabile” per due giorni nel Grand Voyager di Max ma non prima di un ultimo tuffo in piscina in compagnia di Ciro, moglie e figlio che lo hanno rintracciato dopo la troppo lunga e sospetta pausa “al bar della spiaggia”.

Dean, Andrea, Paolo e Peter vanno a Fazana per un bagno mentre Sandro porta l’oracolo Gigi a casa a farsi medicare l’occhio (e a giocare i numeri al Lotto).

Per evitare l’immancabile fila del ritorno al confine croato, Dean, Peter, Paolo, Andrea, Iure e Max con consorti e pargola al seguito, optano per una cena in agriturismo a coronamento finale di una giornata di gara indimenticabile.

Pos PosCat Cat Nome Time
3 2 U30 CARLI Peter 1:41:20
5 1 45+ BARTOLICH Alessandro 1:42:26
7 4 U45 KRALJ Dean 1:45:04
15 9 U45 LOMBARDI Massimiliano 1:50:34
17 3 U30 GUSTIN Mattia 1:52:54
21 11 U45 IURISSEVICH Daniele 1:56:14
30 13 U45 MANZIN Andrea 2:00:58
32 14 U45 BARBATO Ciro 2:01:41
38 16 45+ DEMICHELE Paolo 2:09:56
45+ LOVRINOVICH Egidio DNF

Risultati Ufficiali QUI

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