Salzkammergut… si può (parte 9)

Faccio questo, faccio quest’altro, ma insomma c’è qualcosa che non faccio? Tranquilli SalzkammerEzio fa tutto. Anzi no!
Orca peppa, appena pubblicato l’articolo 8 mi sono arrivati dei messaggi con indicate “evidenti” lacune e mancanze nella mia programmazione. Ma fai questo, usi quelli, ti fai di…
Va bene, vi racconto cosa non faccio, cosa non prendo, cosa non uso, e perché.
Poi che nessuno faccia come me, ma che si indigni, si arrabbi, pensi, e se proprio vuole inizi a fare qualche ricerca, mi opponga pure le sue motivazioni, ma vada oltre a quelle che sono le giustificazioni comuni del Fare non Fare, Integrare o no, altrimenti rimaniamo fermi al semaforo di notte a guardarlo lampeggiare.

Cardiofrequenzimetro

Contrariamente a tutti i ragionamenti possibili ho smesso di monitorarmi il cuore in maniera ossessiva. Non voglio stare là a controllare 3 battiti sù 4 giù ad ogni salita o scatto sui pedali. L’utilizzo del cardio sembra facile, ma non lo è. Per adoperarlo bene, bisognerebbe mantenere sotto controllo con gran cura le variazioni delle nostre zone sensibili di allenamento, non basta ad inizio stagione fare un test Conconi per determinare le fascie di fc (frequenza cardiaca) entro cui allenarsi. In poco tempo con l’allenamento o con uno stato di iniziale affaticamento le percentuali di fc cambiano. Ed alcune volte non di poco.
E allora seguire sempre e solo i numeri non è più una una buona idea. Non voglio portarmelo neanche in gara, dove condizionerebbe continuamente i miei pensieri togliendomi la capacità di poter anche improvvisare a seconda delle mutate condizioni. Il cancello chiude tra 30 min, chissenefrega se vado a palla, bip bip bip, gli sparo.
Ammetto che è utile per certe cose e per alcuni, ma usarlo continuamente perché si usa, perché lo usano, è piuttosto che avere dei numeri che non so valutare no grazie. Cerco ovviamente di controllarmi, ma con un percorso interno, cerco di ascoltarmi da solo. Ovviamente l’esperienza mi aiuta, ho imparato a sentire i segnali di stanchezza e conosco il mio rendimento pedalando. Rimane sempre una percentuale di errore, ma la accetto con serenità.

Chilometri, dislivello, media oraria

Non li rilevo. In allenamento ho secondi, minuti, serie, ripetizioni e recuperi.
Tutta l’elettronica che uso è l’orologio.
Anche se km, dislivello e media potrebbero dire qualcosa, nella maggior parte delle volte li ignoro. Aumentare una media su di un giro che si conosce a memoria può non essere merito dell’allenamento, come sopportare meglio un tot di dislivello. Rilevare decine di parametri senza poi saperli interpretare rischia a mio avviso di far perdere una visione molto più semplice della nostra attività. Più ti vuoi spingere avanti più ti devi fare il… C’è da faticà nun c’è so ….che tengano.
Apriti cielo. Non assumo nessun tipo di integratori, tipo BCAA, Creatina, Carnitina…….
BCAA, gli amminoacidi ramificati, dilagano ovunque, li inseriscono in ogni prodotto per sportivi, anche nei plantari per la corsa. Ma finalmente si inizia a fare un po di chiarezza sulla loro effettiva utilità. Parliamone sintetizzando. Al nostro organismo servono 9 amminoacidi essenziali per la sintesi proteica, 3 di questi non passano per il fegato dopo l’assorbimento nell’intestino, vanno diritti nei muscoli! Sono i 3 ramificati. Che figo, i va dritti, e dopo? Due possibilità, uno e solo uno di loro innesca la sintesi proteica, figo la sintesi proteica per i muscoli, ma senza tutti e 9 con gli altri 6 che dovrebbero arrivare dall’alimentazione non si fa niente, aaaarg! Oppure possono essere usati dal muscolo come substrato energetico, tipo combustibile, figo…. se nel muscolo non c’è glicogeno. Ma quando non c’è glicogeno? Allenamento durissimo? Gara spacca spacca? E pensi di integrare con 6-7 pastigliette e sovvertire il risultato di una cattiva gestione alimentare? Ma daiii! Ma chi vuole sostituire gli zuccheri con BCAA? Quando capita? Anzi potrebbero essere controproducenti.

Poniamo il caso che si assumano prima dell’allenamento con lo scopo di preservare la muscolatura, vi sarà si un minor danno catabolico e una minor produzione di acido lattico, ma qualche volta il meglio non è il bene, vi sarà di conseguenza una minor compensazione anabolica dopo. Un pezzetto di allenamento buttato. Aaaarg. Ecco i BCAA sono quei 3. Sono gli integratori più usati, quelli con meno controindicazioni, e costano poco…..pocoooo?
Due sono i casi in cui sono utili i BCAA: Per chi ha allenamenti molto particolari con una dieta ipoproteica od ipocalorica sotto controllo medico, insomma, casi rari.Per chi ha soldi da buttare. Per chi ha bisogno dell’effetto placebo.
Sulle istruzioni per l’uso dei BCAA si mescolano dosi, tempistiche di assunzione, e differenze tra gli sport e questo va ad alimentare la credenza che insomma a qualcosa servano. I produttori ne attingono a piene mani e facendo leva sull’assunto che  se nel nostro corpo quella singola sostanza esiste e svolge una determinata funzione se aumento la dose si amplifica la funzione. Bevo un bicchiere di acqua mi tolgo la sete, ne bevo 10 vado al cesso ogni 5 minuti, bevo 10 litri vado al cimitero. Eppure l’acqua promuove le naturali funzioni cellulari dell’organismo veroo? Quello che è vero è facilmente riscontrabile e che tutti gli amminoacidi compresi i BCAA per noi essenziali ed utili nelle nostre attività sportive si trovano già in quello che mangiamo. Disponibili in quantità e qualità con una normale alimentazione. Normale. Se mangi 3 dico 3 fette di bresaola in più sei già a postissimo. Una delle prove più semplici che hanno fatto per definire inutile l’integrazione di BCAA è stata fatta somministrando la giusta dose  per kg di peso di aminoacidi ramificati a degli atleti, assieme ad una piccola dose di proteine isolate, in polvere per intenderci, come consigliato da chi promuove l’integrazione. Ad un altro gruppo è stata somministrata solo una dose maggiore di proteine in polvere, quelle dei barattoloni, isolate da altre sostanze presenti in carne,uova, o altro. Le dosi erano quelle necessarie ad un persona normale non sovradosaggi. Bene, gli esami del sangue rilevavano lo stesso comportamento e tempistica di attivazione della sintesi proteica. Risultato uguale e inutilità di assunzione di un integratore costoso. Il test non promuoveva l’uso delle proteine in polvere, anzi, ma le utilizzava solo per isolare i componenti da far assumere. Noi siamo persone normali, quel po’ di attività fisica che facciamo non ci pone neanche vicino ad un atleta Top con esigenze mega, seguito da professionisti per ogni suo singolo momento, dimentichiamo che il baratto Lino influenzi i nostri risultati. Tenendo anche presente che il fabbisogno proteico per noi sportivi normali non è tanto superiore a quello di una persona comune, l’ossessione dell’integrazione non mi sembra intelligente. Osservate le scrittine utilizzate sui prodotti degli scaffali per sportivi, trovate una moltitudine di “promuove la normale”, “coadiuva le…”, “utile nel…”. In quasi tutte le feste ci sono delle sedie. Di una sedia si può dire che Promuove la convivialità? Sì, se metti insieme 10 persone allegre, della birra, polli arrosto e patatine fritte, altrimenti nella sala d’attesa del mio dottore ci sono tante sedie ma di convivialità neanche l’ombra. In tutte analisi fornite dai produttori, le spiegazioni sul metabolismo e i consigli sull’integrazione trovate una moltitudine di…può, pare, sembra, alcuni, tutte parole che vogliono dire tutto è l’esatto contrario. I BCAA hanno avuto il loro enorme successo fino ad ora, ma da adesso in poi sarebbe meglio guardarli come il bambino della storiella ha guardato il Re. È nudo! Comunque  per alcuni funzionano. Per i produttori.

Creatina e Carnitina 

Repete, vedi sopra, anche queste sono sostanze che il nostro organismo utilizza, produce, estrae dagli alimenti che noi mangiamo, ma che alla fine della fiera non SERVE integrare. Tipo la Carnitina, sì aumenta il flusso dei “grassi” verso i mitocondri, ma raggiunta una quota normale per il tuo corpo che già possiede non è che buttandocene altra anneghi i mitocondri e fulmini chili di “grassi”. Per cuocere la pasta utilizzi una pentola con un tot di acqua a 90 gradi, se la cuoci nella Iacuzzi a 90 gradi esce uguale. Perché ho scritto 90 gradi…questa è un’altra storia. Te la racconto? Oggi no.
La Creatina sì aiuta dove bisogna utilizzare la muscolatura per secondi di forza, ma per farlo riempie il muscolo di glicogeno, figoo…con il glicogeno si deposita anche tanta acqua. Uguale peso inutile. Su per la salita con 4kg in più. Aaaaarg!
L’unione di più cose.
Ecco che per ogni singolo momento della nostra attività, mescolando ogni volta gli stessi 8-10 ingredienti, otteniamo dei prodotti eccezionali, capaci di ottenere il tanto agognato risultato,prima, meglio, pare, sembra, può, forse.
Se uno solo dei trattamenti per la ricrescita dei capelli funzionasse, il suo creatore sarebbe la persona più ricca del mondo.

Adesso rischio:
Non faccio stretching.

Non lo faccio prima, ne durante, ne dopo. Oooooh.
Non lo faccio per migliorare la prestazione….non serve, anzi.
Non lo faccio per prevenire gli infortuni……….non serve, anzi.
Non lo faccio per i dolori muscolari del giorno dopo….non serve, anzi. Oooooh
Non faccio quello che varie volte vedo fare, scendere dalla macchina, appoggiarsi al muretto, al palo, e spingere, o pigliare il piede e tirare, alè.
Sintetico, sintetico togliamo subito degli assunti vecchi come le mummie, e finalmente demoliti da approcci più scientifici, ed in questo caso sto parlando dello stretching statico, quello di Bob Anderson per capirci.
Per i dolori dei giorni dopo gli allenamenti i famosi DOMS si ė capito che allungare la muscolatura con le micro lesioni in via di guarigione non era una buona idea.
Non serve per prevenire gli infortuni, anzi il fatto di andare a modificare certi equilibri muscolari, di lunghezza, risposta elastica, e di R.O.M.(range of motion) innalza la probabilità di subire infortuni.
Per la prestazione? Dunque prima della prestazione? Prima del riscaldamento? Dopo? Che tipo di prestazione? Qui i danni li puoi fare subito. Anzi allungare a caso muscoli che volevi potenti ed esplosivi è proprio una cattiva idea, abbassi la risposta elastica ed ottieni meno potenza. Lo stretching statico prima della prestazione dovrebbe essere usato solamente in quelle attività con una forte componente di mobilità, tipo la danza, ma non in attività di potenza. Verso la fine del riscaldamento ci dovrebbero essere degli esercizi per la mobilità, ma non lo stretching statico.
Giusto per dire ci sono 5 tipi di stretching. Statico, Dinamico, Balistico, PNF, Miofasciale. Ognuno di questi ha dei precisi indirizzi, e limiti e deve essere usato nel giusto contesto. Sarebbe bene iniziare da un’altra parte. Sarebbe più corretto iniziare da.
L’allenamento della flessibilità.
Dentro alle sue regole c’è la risposta, vediamole.
L’allenamento della flessibilità non deve essere fine a se stesso. Perché allunghi? Se allunghi, modifichi, perché, cosa, chi ha detto che devi allungare A, o B.
La flessibilità deve essere superiore a quanto richiesto dallo sport. Per avere un margine di sicurezza nei movimenti.
Non deve essere troppa. Può essere dannosa.
Deve consentire tutti i movimenti senza produrre traumi.
Può aumentare il ROM per migliorare l’esecuzione tecnica dei movimenti.
Dunque non stiamo parlando degli stiracchiamenti del mattino prima del caffè, ma di esigenze precise, che se confuse non finiscono con ..tanto mal no fá.. Teniamo presente che con lo stretching noi interveniamo principalmente su dei sistemi di difesa del nostro corpo, cerchiamo di forzare dei blocchi, aggirando tali sistemi o tentando di fregarli con azioni particolari.Provate a pensare che potreste fare lo stretching così bene da farlo male. Lo fai bene perché ottieni realmente un allungamento, ma contemporaneamente lo fai malissimo perché hai provocato a tua insaputa un notevole squilibrio nella catena cinetica delle tua muscolatura. Immagina che venga sostituita a tua insaputa una ruota della tua macchina, pressione differente, larghezza, e diametro, in caso di bisogno la macchina si comporterà come tu la conosci, o inspiegabilmente per te avrà una reazione differente. Ma non si può toccare lo stretching è SACRO! Col cavolo!
O butti il tuo tempo senza reali risultati, o sei molto ben consigliato da un professionista che ti visita, o stai molto attento.
Eccoci a decidere se e cosa fare, e anche quando, perché questo stretching buttato là, come fanno tutti, non lo sopporto.
Poi ho notato che se parli di stretching tanti rispondono gridando che bisogna farlo perché fa bene, perché i muscoli contratti, perché chi fa deve fare. Insomma qui tutti uguali. Se gli parli di alimentazione allora no, tutti diversi, io funziono così, per me va bene fare il contrario, ognuno ha il suo metabolismo completamente diverso dalla razza umana, rane fritte post-workout ma bene così. Divertente.
A, giusto per ridere tutti, prendevo anche io i BCAA, e ho fatto una quantità industriale di stretching tempo addietro.
Per il momento vi lascio con questi argomenti da digerire, ma non temete, il vostro enCICLOpedico SalzkammerEzio dovrebbe avere da qualche parte nascosti, altri piccoli interessanti suggerimenti.

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