XCM Valamar Terra Magica

Nella splendida cornice di Rabac e della costa istriana, domenica 15 settembre si è corsa la XCM Valamar Terra Magica, gara conclusiva del Trofeo Rocky Trails.

L’impegnativo percorso da 40Km con 1260m di dislivello si snoda verso Labin, lungo le pendici dei monti che cingono Rabac, con lunghe salite pietrose dove le full-suspended trovano il loro terreno ideale.

Il fondo carsico miete delle vittime illustri: il nostro Presidente fora per ben due volte mentre Licio, lungo un single track in discesa, va a sbattere la spalla su un albero, riportando quella che in seguito al Pronto Soccorso di Trieste verrà confermata come una distorsione claveare.

Presenti in gara anche Paolo Demichele e Michele Smilovich iscritti al percorso corto, in modalità gita e mare con le famiglie.

Ottime le prestazioni di Dean e Livio ma è Mario che corona la stagione con un altro podio sul gradino più alto della sua categoria.

Presente in gara anche il campione olimpico Manuel Fumic che si è prestato amichevolmente per una foto con il nostro Livio “The King”, del quale segue il dettagliato resoconto della giornata:

Nonostante lo scorso anno mi sia ripetuto che non l’avrei mai più rifatta (troppo dura!) al suon di “Sto anno la xe più morbida – la location xe top” insomma anche quest’anno mi sono fatto convincere e sono sceso a Rabac con Sandro (Bartolich) in camper il sabato prima della gara. Dopo una giornata di sole e mare, Michele ci porta in un ristorante “che conosce lui”: un TOTAL-GRILL dove i carboidrati sono banditi dal menù e sebbene la testa mi consigliasse “insalata e petto di pollo” la bocca non ha ubbidito e mi sono ritrovato in piatto un hamburger di Angus con patate e cipolla.

Cerco di scartare la cipolla (che è come la Kryptonite per il mio intestino) ma senza i miei binocoli mi scappano alcuni pezzi che segneranno il mio tragico destino per la giornata a venire.

Dopo una notte praticamente insonne, tento una colazione riparatrice condividendo col gruppo le mie rimostranze sulla cena mentre Bartolich tarda a venire, impegnato in una accurata ripassata del camper con disinfettanti, deodoranti e candele profumate: “me toccherà rottamarlo”.

Mi avvio fiero della mia barba incolta verso la griglia di partenza “te me par mio nonno!” – “Te se prepari per San Nicolò?”. Non bado a loro. Io e il mio Alien nella pancia siamo concentrati e pronti.

Alla partenza, Dean, Sandro e Licio “Robocop”  prendono il volo. Io resto con Marietto che pedala con agilità disarmante. C’è anche Blasi con noi, ma lo ignoro (ndR:  in origine c’era scritto “non lo cago”, ma la redazione si riserverà in più punti la licenza di edulcorare il racconto). Verso la fine della salita Mario mi intima di spostarmi e mi saluta mentre io arranco sudando e ruttando schiuma al gusto di cipolla.

Dopo tanta salita, finalmente arriva l’agognata discesa e per me (si sa) è come per un bambino andare al Luna Park. Mi butto a razzo e becco un MBC in lontananza: “Xe Mario! Cavolo che ben che el va!”. Però la stazza non sembra combaciare con la sua. Mi avvicino e vedo che è Licio: “me son ‘pozzà su un albero!”.

Con astuzia passo Licio e Mario che, giunti sull’asfalto, comincia a lamentarsi: “Gara de merda. Con stè discese perdo tutto quel che guadagno in salita!”. Licio si lamenta del dolore alla spalla e allora mi unisco al coro della lamentele facendo notare che sto gareggiando con un porco intero in stomaco che rutta “zivola” e che per giunta non ho potuto bere nemmeno un integratore con l’idea terribile di ingurgitare un gel al gusto di Jota!  Giunti alla discesa, i lamenti miei e di Licio vanno scemando mentre Mario persevera, recitandoli come un Mantra. Pian piano, davanti a me, Licio sparisce e dietro sparisce in lontananza anche la voce di Mario.

Arriviamo alla seconda salita su asfalto sotto il sole in questa calda giornata estiva di settembre. E’ lunga… e tutti procediamo fissando il vuoto cercando disperatamente di intravvedere in lontananza lo scollinamento. Ad un certo punto mi raggiunge Sandro e mi si accoda: “Ciao Livio. Go sbusado”. Al termine della salita inizia un single track costellato di strappi improvvisi. E’ in uno di questi che mi si incastra la catena nelle pulegge del cambio ed è l’occasione per Sandro e Licio di passarmi davanti per sparire (di nuovo) in lontananza.

Disincastro la catena e riprendo a pedalare per cercare di riguadagnare qualche posizione persa. Raggiungo un atleta che gentilmente si scansa e mi fa passare: “che cocolo: el se ga spostado per lasarme andar avanti in questa discesa”. Ma la discesa diventa via via sempre peggio fino a trasformarsi in un canalone. “Questa non ricordo di averla fatta lo scorso anno!”. Schivo due alberi e un vecchio croato seduto su una panchina mi guarda e mi fa (in croato): “Pizdo matrno! no ti vedi che biziclisti je lassù in alto? Ti xe proprio mona! Vecio con barba… e mona”.

Guardo in alto e vedo lassù Mario, delle dimensioni di un soldatino, che passa tranquillo con la sua andatura fastidiosamente costante. Lancio dei commenti di disappunto sull’accaduto (ndR: c’era scritto altro ma ne omettiamo il contenuto per la medesima licenza menzionata sopra) e torno sul tracciato giusto. Trovo il presidente intento a cambiare un’altra camera d’aria e a farsi i selfie: “semo proprio messi ben!”.

Finalmente riprendo Mario e le sue imprecazioni e mi riprometto di non lasciarlo andare più via ma alla prima salita, con il 50 ingaggiato, la catena mi cade tra pacco pignoni e raggi e quel che è peggio è che lo stesso succederà per ben tre volte, come Gesù sulla via Crucis. Giunto sul Golgota, raggiungo Licio dolorante: “L’unica spiegazion xe che sta barba incolta te porti sfiga”. 

Al traguardo gli onori vanno a Mario che è andato veramente bene, a Dean che ha fatto tempi memorabili negli ultimi segmenti di Strava, a Licio che alla fine ha dovuto andare a Cattinara in Pronto Soccorso a farsi controllare la spalla, al Presidente che si è finalmente convinto a cambiare copertoni e a comprare i salsicciotti. A Paolo che ha fatto contento Giuliano Lubis e a Michele che ha perso sul filo di lana la sua personale sfida con Blasi “il francese”.

Dopo questa esperienza, iniziano a girare voci che Mario stia preparando una pozione alla cipolla da allungare di nascosto nella mia borraccia. Quel che è certo è che d’ora in poi mi raderò sempre la barba prima di una gara!

Livio TURITTO

 

17cat Dean Kralj 2:21:43
1cat Mario Ferfoglia 2:27:14
7cat Livio Turitto 2:32:03
23cat Licio Della Marna 2:36:38
26cat Alessandro Bartolich 2:43:07
5cat Michele Smilovich 1:33:33
9cat Paolo Demichele 1:52:18

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