Cortina Trophy 2021

Ed eccomi alla mia terza Cortina Trophy, Dopo l’edizione 2020 saltata per l’emergenza Covid. Mi iscrissi alla lunga, ma dopo aver verificato le attuali condizioni fisiche non esattamente come preventivate, decisi di optare per la Classic (corta).

La gara psicologicamente l’ho iniziata una settimana prima, consumandomi sulla decisione di cambiare la corona da 34T a 32T, ma soprattutto sul cambio delle gomme. So che la Cortina propone tratti in discesa con pietre taglienti, e le Renegade di carta velina non avvrebbero retto… ma mi avrebbero fatto guadagnare qualche minuto sulla salita in asfalto e sulle altre salite scorrevoli. Che faccio? Sulle pietre a Trieste hanno tenuto bene, ma tutti me le sconsigliano. Fra 3 settimane c’è l’Altavaltellina e li’ non potro’ sbagliare.

Cambio? Non cambio…. cambio? Non cambio! E cosi’ sono arrivato a venerdi’, fresco di trasloco impegnativo di Nohemi (la mia compagna) che decisi di lasciare la bici esattamente com’era, sfidando un po’ la fortuna. Arriva la mattina della gara, gonfio le gomme con 0,1bar in piu’ sperando che mi aiuti con le pietre.

Si parte.

La prima salita vado abbastanza agile, guadagno qualche posizione. Dopo circa 15 km mi compatto con un gruppetto di cui fa parte anche quella che arrivera’ prima fra le donne. Ci si alterna, ogni tanto qualche classico trenino. Come di consueto i tratti in discesa li faccio guadagnando, e le salite piu’ dure perdo qualche metro, ma tengo testa…. gli atleti a bordo pista indaffarati a riparare le forature oramai si fanno frequenti (a dire il vero gia’ dalla prima discesa semplice): le pietre di Cortina non perdonano….

Ahime’, arriva anche il mio momento: ci siamo, dietro la Renegade S-Works di carta velina chiama aiuto: ”pppssssssssssss”… e vabbe’, in fondo lo sapevo..

Mi fermo, cerco il foro: un taglietto. Bene, provo a gonfiare con la pompa a mano cercando di far tappare il buco con il lattice. Non funziona. Nel frattempo, dopo qualche minuto di vuoto dietro di me, arrivano i primi inseguitori che passano agilmente. Prendo il mio kit super tecnologico strafigo con il vermicello. Nota: sempre provare prima questi gadget, perchè se non li conosci ti fanno perdere tempo. Alla fine riesco a riparare e riprendo a pedalare. Piano piano riconquisto posizioni….ne conto circa una dozzina.

Alcune salite tento di farle in sella, ma inesorabilmente arriva il momento di mettere il piede a terra e proseguire qualche metro a piedi. In fondo lo fanno tutti… (perche’ non ho montato la 32T????)

Raggiungo uno che vedo in qualche passaggio in difficoltà: accidenti, bravo, ha la ruota anteriore a terra. Mi dico: per fortuna ho forato dietro solamente. Passano 10′ ed ecco dopo un’altra discesa il rumore che tutti noi odiamo provenire dalla ruota anteriore: ”pppsssss……….ppsssss…….ppssssss…” ad ogni giro…

Mi fermo: cerco il buco e non lo trovo. Decido di procedere, pedalo con il peso piu’ arretrato possibile. Il salsicciotto mi sostiene, ma la discesa dovro’ affrontarla con i freni tirati.

Arriva il tratto con fango abbondante, pietre sprgenti e radici. Se non volo adesso non volo piu’. Non so come ma riesco a passare i tratti in sicurezza (Reggisella telescopico ti amo). Arriva il tratto finale sulla pista da sci. La scorsa edizione andavo come un treno, ora non posso, ho la gomma anteriore sgonfia. Procedo in sicurezza. La pista e’ stata preparata e hanno tagliato l’erba. Bene mi dico, procedo. Mi affianca uno che dice: ”finalmente arriva l’asfalto”, scalo marcia e mi preparo per l’attacco. La catena salta, gli ultimi rapporti non tengono. Penso: addio volata, il vicino mi passerà agilmente. Invece no.

Do quello che posso con 2 rapporti piu’ leggeri e alla fine chiudo 7° di categoria in 3h e10’….. Bene ma non benissimo: mi rendo conto che con un po’ di fortuna in piu’ (leggasi preparazione del mezzo piu’ opportuna) avrei potuto lottare per il 5° posto ed essere premiato… in fondo mi separavano pochi minuti (3 minuti per l’esattezza ndR). Ma quando sei in gara, mescolato in mezzo fra mille categorie, non sai mai dove sei esattamente.

Grazie Cortina e alla prossima!

Licio Della Marna

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