La Kamenjak Rocky Trails di Liviucci

Note: Testo liberamente tradotto dal triestinese “de Banne” (o forse meglio: dal “Liviese”) all’italiano forbito per dare una parvenza internazionale semiseria a questo articolo.

Ed eccomi qua….partiamo col racconto dalla domenica precedente, giorno della prova percorso della Slavnik MTB Marathon, quando super Mario e Lara “la malefica” mi fanno capire già da subito che “non ci siamo proprio” come forma fisica e allenamento.

Arrivato (distrutto) a casa mi dico: “Livio…devi ravvederti!”. Ma la settimana non parte bene e raggiunge l’apice il giovedì alla festa di Iure “il prescelto” dove mi trasformo nel supereroe “Livio-glu-glu”. Risultato: passo il venerdì tra il divano e…il divano.

Arriva il sabato prima della gara e devo per forza studiare una strategia per essere performante e siccome sulla forma atletica ho ben poche chances di miglioramento nell’immediato, propendo per migliorare almeno il peso della bici: levo tutte le attrezzature e cambio il REGGISELLA. In quel preciso momento mi viene la visione di San SuperMario che mi dice “mai toccare e modificare la bici dal venerdì prima della gara in poi”.

Ignorando sprezzantemente l’anatema del Santo, parto per Premantura, ed arriviamo al giorno dopo all’appuntamento con la gara.

Dopo il solito riscaldamento, vado in griglia vicino alla Malefica, a Boldrix e Licio “il signore del cambiotoki” (Lara, Piero e Licio ndR)

Partiti !! Licio “se ingropa” (si ingarbuglia) con Cristiano. Lara parte come le navicelle di Guerre Stellari. Rimango solo tra gli atleti autoctoni e dopo pochi minuti sento un “PROOOT!”…non sono io, ma il reggisella che cede e scende di alcuni centimetri (vedo l’immagine di San SuperMario che se la ride). “Bon dei, sono pochi, possiamo proseguire”. Finalmente trovo una faccia amica e con Gennarino (Gennaro Cosenza ndR) pedaliamo e intoniamo a ritmo “La gente come noi no molla mai!”.

Ma dopo un po’ il secondo “PROOOT”. E ora la questione si fa drammatica: o pedalo come un papero o proseguo in piedi sui pedali e ovviamente non ho nessun attrezzo con me. In quel momento penso “devo brusar el santin de SuperMario😤”

Intanto mi raggiunge un sornione Mauro Blacksmith (Mauro Fabro ndR) che mi fa “te ga el telescopico rotto ? Te pedali come un papero!”. Proseguo con il pensiero del ritiro.

Arrivo alla zona assistenza e vedo Sasko e Alfeo. Mi fermo per chiedere delle brugole, ma niente. “Va ben! Neanche pe’l cul! Avanti Savoia!!!”. Riparto di slancio ma l’entusiasmo dura ben poco e arrivato allo scollinamento mi convinco del ritiro. Vedo la zona arrivo/ assistenza e guardo il Garmin: 50 minuti di gara: “E NO eh!”. Ripasso nella zona assistenza e vado verso le squadre slovene chiedendo “brugole.. kljuce…tools!” indicando il collare reggisella. Fortunatamente un santo (non Mario) si fa avanti: “Fatta!!!”.

Riparto straultimo ma felice ricordando la cantata con Gennaro e ovviamente, dopo 10 minuti, di nuovo PROOOOT. Ma questa volta un misericordioso San SuperMario mi fa trovare una persona che aveva tanti attrezzi che nemmeno Rojc (AR Bike ndR) ha in officina e così ho potuto fare il secondo giro senza problemi arrivando 6° con un buon tempo di categoria nell’ultimo giro.

Livio Turitto

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