STRAVA – Privacy

Inizieremo con questa serie di editoriali a parlare di STRAVA, la famosa App tanto odiata e tanto amata dagli atleti di tutto il mondo e come usarla al meglio.

Uno dei discorsi che si sente spesso in giro è “Io non uso Strava perché se no i ladri vedono dove abito”.

Questa paura (fondata) deriva da un articolo inglese datato 2015 che ha indebitamente demonizzato Strava affibbiandogli la nomea di “App anti privacy”, tralasciando ingiustamente altre applicazione di tracking delle attività (Endomondo, Runtastic, Garmin Connect, giusto per citarne alcune) che pongono lo stesso identico problema di privacy. Semmai Strava, prima ancora degli altri, nel tempo ha fatto tanto per arginare questo fenomeno (peraltro limitato) ed ha introdotto la funzionalità “Zona di Privacy” che va assolutamente usata, ma anche capita.

Bisogna innanzitutto capire cos’è una “zona di prvacy”: è un’area geografica circolare definita dall’utente, all’interno della quale il punto di partenza e di arrivo della vostra traccia viene mascherato. E’ importante capire questo concetto perché se voi definite una Zona di privacy attorno a casa vostra, fate partire il tracking o il Garmin, vi allontanate (cioè, uscite dall’area) e poi ritornate a casa momentaneamente perché magari vi siete dimenticati la borraccia, la traccia con la vostra sosta sarà visibile al pubblico, a meno che non la fermiate, salvate e ne fate partire una nuova.

Stesso discorso se partite da casa e andate a trovare il vostro compagno di pedalata e lo aspettate sotto casa. In questo modo andate a minare la sua privacy, anche se siete in buona fede, perché lui avrà sì la traccia protetta all’interno della sua area, ma la vostra traccia invece mostrerà chiaramente dove lo avete aspettato.

Capite quindi che non basta impostare la zona di privacy per essere sicuri…bisogna anche capirne il funzionamento e seguire alcune piccole regole per stare più tranquilli.

Una certa quantità di funzionalità di Strava sono accessibili solo dalla versione Web e non dall’applicazione Android/Apple. Dopo l’ultimo aggiornamento della app (agosto 2018) però la zona privacy è ora configurabile anche dal telefono.

Potete sempre accedere a tutte le funzionalità di Strava Web, anche se non avete un PC, usando il browser del vostro telefonino in modalità Desktop: andate sull’icona delle impostazione e selezionate “Richiedi sito per desktop” o “Sito Desktop”, a seconda del browser che andrete ad utilizzare (su Chrome, la voce si chiama “Sito Desktop” con una spunta da attivare). Potete quindi digitare www.strava.com e fare il login.

Se continua ad aprirsi la App di Strava, andate in “Impostazioni” del telefono Android, “Applicazioni”, cliccate “Strava”,Imposta come predefinita“, “Vai agli URL supportati” e selezionate “Chiedi Sempre“. A questo punto, cliccando sui link di Strava vi verrà chiesto se aprirli nel browser o sulla App. Per navigare nella versione Web, ovviamente selezionate il browser (Chrome o altro).

Che accediate da App o da web, selezionate “impostazioni” e poi “Privacy” (nella versione web trovate “impostazioni” cliccando sulla foto del vostro profilo in alto a destra).

Mettete le spunte su:

Attiva Privacy Avanzata

Privacy Avanzata per le attività di gruppo

Registro allenamento” (presente solo sulla versione Web)

Qualcuno disabilita anche “Strava Labs Flyby” ed è una cosa consigliata per ottenere il massimo del livello di privacy. Purtroppo andrete ad inibire una delle funzionalità che, secondo me, sono tra le più interessanti di Strava e del quale andremo a parlare in seguito, cioè il Flyby.

Potete sempre abilitare il Flyby di volta in volta per accedere a questa interessante funzionalità e poi disabilitarla se non vi serve più, ma se tutti lo facessero, Flyby perderebbe di utilità.

Ora scorrete in fondo nella sezione “Nascondi casa tua etc..” o “Zone di privacy” sulla App.

Inserite l’indirizzo di casa (cliccate su Aggiungi dall’App), seguito anche dal nome della città. Ciò è importante perché può capitare che siate convinti di aver messo l’indirizzo di casa corretto ma per omonimia delle vie Strava può scegliere un’altra città inficiando la vostra protezione.

Selezionate un raggio ragionevole. Se non avete segmenti “importanti” nelle vicinanze, mettete il raggio più grande possibile. Attenzione che tutti i segmenti che cadono nella zona definita non verranno considerati nelle classifiche: un piccolo scotto da pagare per la vostra privacy.

Cliccate “Crea zona di privacy”.

Piccola nota: non è obbligatorio che il centro dell’area sia casa vostra. Anzi. È meglio a volte scegliere un punto vicino perché, a voler essere pignoli, se tornate a casa da direzioni diverse, sarebbe facile per un utente malevolo identificare il perimetro dell’area di privacy dalle interruzioni delle tracce e quindi risalirne al centro.

A questo punto avete la sicurezza che:

  1. un utente potrà accedere alle attività dalla vostra pagina profilo solo se autorizzato.
  2. casa vostra sarà quantomeno difficile da identificare

E’ importante che leggiate bene il punto 1. Un utente “esterno” non potrà cliccare sulle vostre attività della settimana dalla vostra pagina profilo, ma le vostre attività saranno sempre pubbliche e visibili accedendo dalle classifiche dei segmenti!

Ovvero, analizzando un qualunque segmento che VOI avete percorso (e quindi siete entrati in graduatoria), sarà sempre possibile cliccare sul tempo di un altro atleta e vederne la traccia, anche se non siete suoi follower. Pertanto, lo stesso può fare un utente qualunque nei vostri confronti. E’ bene che questo concetto sia chiaro!

L’unico modo che avete per impedire completamente ad un utente specifico di vedere le vostre attività è bloccarlo.

Un’ulteriore accortezza consigliata è quella di non specificare il nome e il modello della vostra bici sotto “La mia attrezzatura“: non dovete pavoneggiarvi. Voi sapete che bici avete ed è bene che lo sappiate solo voi (e chi vi conosce). Meglio un generico “BDC” o “MTB29” a un “La mia bella fiammante e costosa Scott da ennemila euro, venite a rubarlmela grazie”

Concludiamo questa prima parte ricordando che le richieste di follower vanno valutate per bene. E’ inutile chiudere tanti lucchetti per poi distribuire le chiavi al primo che passa. Quindi pochi follower se non proprio fidati, almeno conosciuti: un giro in bici assieme in compagnia almeno fatevelo prima!

Inoltre, a differenza di Facebook, un follower non diventa automaticamente un vostro “amico”. Quindi chi seguite non è necessariamente un vostro follower e viceversa, cioè potrebbe esserci un follower che vi segue ma che non vi autorizza a seguirlo. Follower e Following appaiono in due schermate distinte. Ogni richiesta di following va confermata e se volete seguire a vostra volta l’atleta, dovete inoltrare manualmente la richiesta.

Alla prossima puntata.

PS: ci teniamo a precisare che MBC Trieste non è finanziata o sponsorizzata da Strava !

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